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miic -qualunquismo alfabetizzato [entries|archive|friends|userinfo]

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Dichiarazione di voto [Oct. 24th, 2009|10:04 pm]
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Noi, reprise [Oct. 23rd, 2009|11:37 am]
Ah, un'ultima cosa che ieri ho dimenticato, ma che forse è la più importante. Poi di lui non parlo più fino a quando non vincerà l'Oscar.

Veltroni siamo noi perché si vede che è uno che non ha avuto voglia di studiare (come, mi ricordano, qualcuno ha già detto molto prima di me). Da lui non abbiamo mai sentito un'analisi complessa delle dinamiche sociali, un discorso puntuale sulla politica economica. O se l'abbiamo sentito, non ce ne ricordiamo, non è quello che volevamo sentire da lui.

Ma perché noi invece? A farsi le pippe sul Capitale e il Che fare, a prevedere l'infallibile imminenza della rivoluzione mondiale ci avevano pensato quelli degli anni settanta, con risultati catastrofici, o criminali, o plumbei come quelli del vecchio Pci. Noi arrivati dopo - parlo sempre della mia generazione - non ciavevamo proprio voglia, né motivo. E abbiamo trovato lui, che aveva già capito tutto. Che era andato al cinema, che aveva ascoltato jazz, che aveva visto la televisione. E ci diceva che sì, per essere di sinistra non dovevi solo - non dovevi più - lottare per la liberazione mondiale delle masse lavoratrici. Si poteva anche andare al cinema, ascoltare musica, guardare la tv. E il fallimento del comunismo non era il nostro, noi eravamo già fuori, già oltre, già dalle parti di Kennedy e di Martin Luther King. Un modello di società, una prospettiva politica? Poi vediamo, intanto convinciamoci che siamo i buoni, i colti, i sensibili. Era una risposta insufficiente, forse menzognera, certo sbagliata, come s'è visto e si sta vedendo. Ma di risposte, ripeto, non ce ne sono state molte altre. Se qualcuno gli è andato dietro non sarà mica tutta colpa sua.
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Noi [Oct. 22nd, 2009|02:23 pm]
I Kennedy, Martin Luther King, Gandhi.
Gli anni sessanta, il movimento per i diritti civili, le marce per la pace.
La memoria di Auschwitz.
Gorbaciov, Clinton, Al Gore, Obama.
L'Africa, il volontariato, un po' di terzomondismo.
La cultura, la comunicazione, un po' di internet.
Il grande cinema americano, il grande cinema italiano, Sordi, Fellini, Mastroianni.
Il jazz, i Beatles, i cantautori.
Il calcio, Italia-Germania 4 a 3, Paolorossi, le figurine.
Il giovane Holden, il Piccolo Principe.
Berlinguer. Pasolini.

Chi vi ricorda quest'elenco? Bravi, proprio lui, Uòlter Ueltroni.
Vi viene da sbuffare o da sorridere amaro a pensarci? Beh, anche a me.
Poi magari avete saputo che Veltroni potrebbe dirigere un film e vi siete messi a sghignazzare all'idea che finirà per metterci dentro tutta sta roba? E come no.

E però, andate un attimo a rileggervelo, quell'elenco. Checciavetedadì? Cioè, a qualcuno può non piacere il jazz, a me per esempio il Piccolo Principe sta sulle palle senza averlo mai letto, ma in coscienza, conoscete un italiano cresciuto tra gli ottanta e i primi novanta e genericamente di sinistra che possa dire di non riconoscersi in gran parte di quella roba là? Che non l'abbia nel suo immaginario? Di più, che almeno una volta non abbia pensato che con quell'immaginario si potesse anche fare politica, che un paese che si riconoscesse di più in quei punti di riferimento sarebbe stato migliore, più civile, più vivibile di quello che ci ritrovavamo?

Ecco, Veltroni in questa idea, anzi in questa ideologia, ci ha creduto, o ha mostrato di crederci, che in politica è uguale. Ha contribuito a costruirla - assieme a un sistema di potere bello solido, naturalmente; l'ha sfruttata, ma soprattutto l'ha incarnata. E guardate che non è che la sinistra italiana negli ultimi vent'anni ne abbia prodotti molti altri, di immaginari, di culture, di ideologie. Abbiamo ammirato D'Alema, abbiamo votato Prodi, ma siamo stati Veltroni. Nessuno si senta offeso.

Poi abbiamo scoperto che quella roba non bastava a fare politica. Non bastava a vincere le elezioni, né a far fuori Berlusconi, né a cambiare i palinsesti televisivi. Nemmeno a riempire le buche sulle strade di Roma, forse. Ora quell'elenco ci sembra un'accozzaglia di luoghi comuni vuoti e un po' ridicoli. Che Guevara e madre Teresa. Cani randagi, cammelli e re magi.

Uòlter no, Uòlter sembra non essersene accorto. Neanche di aver perso, sembra essersi accorto. Peggio, nun ce vo' sta', è rancoroso, lui che ha sempre grondato mitezza da tutti i canini. È il capro espiatorio ideale, lo zimbello perfetto. Per carità, se li merita tutti gli sghignazzi. Ce li meritiamo.

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Hate over the phone [Oct. 20th, 2009|12:46 pm]
Molto è stato detto dell'sms come strumento di corteggiamento, della sua discrezione, del ritrovato piacere della lettura e della scrittura, ecc. Pochi invece, mi pare, hanno fatto notare com'è bello litigare via messaggino. I vantaggi sono evidenti: non ti guardi in faccia, non sovrapponi le voci urlando, hai tutto il tempo di cesellare l'offesa in modo che faccia più male. Puoi troncare in qualsiasi momento, e però non corri il rischio dell'esprit de l'escalier: se ti viene una risposta migliore nulla ti vieta di riaccendere il telefono e ripartire anche dopo un'oretta. 

Servono però due litiganti lucidi, capaci di concentrarsi sullo scazzo mentre stanno facendo altro e di restare abbastanza freddi da non cadere nella tentazione di chiamare e mandare tutto in vacca - o peggio, rappacificarsi. Per questo i litigi che vengono meglio via sms sono quelli basati su rancori vecchi, ormai sedimentati: non hai più niente da perdere, il copione è segnato e si tratta solo di elaborare eleganti variazioni sul tema. E contemporaneamente puoi cogliere l'occasione per sfogare rabbie più fresche e urgenti.

Ieri una mia nemica - no, non un'ex, una che ha esteso a me, per proprietà transitiva, l'odio che prova per persone a me vicine; una, soprattutto, affetta da un notevole disagio mentale che non l'ha del tutto privata di arguzia - mi ha mandato uno dei suoi periodici messaggini di tentato riavvicinamento. E però non ce la fa, dopo la prima risposta sbrocca subito e comincia a rivangare. Ne è nato un crescendo di insulti messagginici che è durato tutta la sera, con una gustosa reprise mattutina, parecchi virtuosismi e qualche vaffanculo (parola colpevolmente sconosciuta al T9).

Non nascondo di aver salvato nell'archivio qualcuno dei miei messaggi meglio riusciti. Secondo me si è divertita anche lei. Quasi quasi le mando un sms.
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meta tu e metini i tuoi bambini [Oct. 8th, 2009|11:21 pm]
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Va bene, fai una buona pizza. Sopravvalutata, ma buona.
Va bene, hai avuto un premio dal Gambero Rosso.
E pazienza se hai deciso che sulla margherita ci va la mozzarella fredda.
E pazienza se quella margherita la metti a dodici euro.
E pazienza se le altre pizze (dai sedici euro in su) le guarnisci con lardi di colonnata e capesante di Sarcazzo e tutt'un'altra sfilza di presidi gastronomici la cui piacevolezza per il palato viene spesso controbilanciato dall'orchite provocata dalle tue luuunghe descrizioni.
Ma perché hai deciso di chiamare metapizzeria il tuo locale? E perché agli incauti che te lo chiedono rispondi che per te la pizza è un'esperienza spirituale, quasi metafisica, tacci tua e di chi non te lo dice?

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It's important to feel guilty. I'm guilty all the time and I never did anything [Oct. 6th, 2009|09:12 pm]
Stasera alla radio, nella rubrica di uno che non ho ancora capito se è un tuttologo o un nientologo, si parlava della nota massima "meglio rimorsi che rimpianti". Ecco, ogni volta che sento ripetere questo mantra dell'amoralismo all'amatriciana - insieme a "il senso di colpa è un residuo dell'educazione cattolica", quest'altro caposaldo del niccianesimo de noantri - a me viene da pensare a Hitler*. Che poverino, metti non avesse superato i deleteri sensi di colpa, rischiava di morire col rimpianto di non averci nemmeno provato, a sterminare gli ebrei.


* e sì, è una reductio, lo so da me


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Quello, e il rischio che capiti l'ultimo weekend buono per il mare [Sep. 17th, 2009|05:52 pm]
Posso essere cinico? L'unico motivo sensato per rinviare "per lutto" la manifestazione di sabato sulla libertà di informazione è che per una settimana non si parlerà che della tragedia "dei nostri ragazzi", e quindi la manifestazione sarebbe piombata al minuto 5 del tg3, al 18 del tg1, a pagina 12 di Repubblica e 18 del Corriere, ecc.
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Potrei ma non voglio fidarmi di te [Aug. 4th, 2009|03:56 pm]
I dettagli, come al solito i dettagli. Lasciamo stare lo slogan, su cui già in parecchi si sono espressi ricordando che questa storia un senso non ce l'ha (io so di persone che passando in macchina distrattamente hanno letto sul manifesto "Un segno nella storia", e da Vasco si passa subito al Duce).

Ma: i giornali sottobraccio? Dal carattere sembra Repubblica: vogliamo farci dire per l'ennesima volta che il partito prende la linea dal Noto Gruppo Editoriale? O speriamo che passi il messaggio subliminale nel titolo, "l'impegno del leader"? Ma soprattutto: valeva la pena mobilitare tutto un apparato di comunicatori per poi alla fin fine riprodurre una delle scene più scontate e sgradevoli da quando esiste la repubblica - il leader che scende di corsa dall'auto blu con la mazzetta, si gira solo un attimo al grido Segretario! Segretario! con un mezzo sorriso che diventa una smorfia se è uno scocciatore, e poi via dentro un palazzo con l'aria condizionata a leggersi le frasi del giornale già sottolineate dall'addettostampa e a chiamare incazzato tre o quattro direttori?
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You have now joined the Blessed [Jul. 23rd, 2009|11:55 am]
[Current Mood |toh, ciavevo un blog, ma pensa]

Paese reale: per la prima volta ho sentito un prete citare Facebook in un'omelia. A un funerale.


(La morta - per cause naturali - aveva problemi psichiatrici e soffriva di forti attacchi di depressione. Il prete ha detto che aveva "nostalgia della casa celeste" e ogni tanto "si ritirava a esplorare il mistero", e io non so se indignarmi o ammirare la potenza e la maestria del ragionamento ad hoc).

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Aspettando Kim Jong Il [Jun. 11th, 2009|09:13 pm]
Dite quello che volete, ma Uòlter questa cosa non l'avrebbe fatta.

(Cioè, non l'avrebbe fatta così; l'avrebbe chiamata "Festa dei vicini di casa del Mediterraneo" e l'avrebbe fatta accompagnare da un concertone di musica araba + Fiorella Mannoia in piazza del Popolo; si sarebbe fatto costruire la tenda da un palazzinaro, battezzandola "Casa del Dittatore di Passaggio; avrebbe fatto incontrare - e abbracciare - il figlio di Omar al-Mukhtar e il pronipote del generale Graziani; avrebbe fatto proiettare all'Auditorium il film sulla gloriosa resistenza anti-italiana in Libia e al cinema Farnese quello sulla gloriosa resistenza anti-Gheddafi; avrebbe incontrato delegazioni di martiri del colonialismo, deportati, esuli, dissidenti, clandestini buoni e vittime dei clandestini cattivi; avrebbe letto lettere, pronunciato discorsi, presenziato a convegni, espresso pareri sull'inammissibilità del concetto di democrazia di Gheddafi e sull'eleganza della sua uniforme; avrebbe insomma fatto ammuina, inutile e ipocrita ma forse meno plumbea di questa altrettanto ipocrita festa per lo zio ricco cattivo e rincoglionito. Un po' mi manca.
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Ecco, mi avete fatto piangere, mi avete [May. 22nd, 2009|12:27 pm]

(via mantellini)
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Vien da piangere [May. 20th, 2009|12:29 am]
«La Romania è entrata a far parte nella comunità europea, pertanto deve uniformarsi ai parametri dell´Unione e integrarsi con la nostra cultura e le nostre leggi. Il rapimento dei neonati non appartiene alla nostra cultura. Ciò nonostante, in Italia spariscono tanti bambini. Non sappiamo ad opera di chi, ma è un dato del quale non possiamo non tenere conto».

Questa frase l'ha detta il sostituto procuratore generale di Napoli Alessandro Piccirillo, nell'arringa contro Angelica, la diciassettenne (e madre) rom accusata di aver tentato di rapire una bambina a Ponticelli, un anno fa. Seguì, come qualcuno ricorderà, l'assalto ai campi nomadi da parte degli abitanti del quartiere. La condanna a 3 anni e otto mesi è stata confermata in appello (lo leggo solo adesso su repubblica su segnalazione di ).

La storia di Angelica è stata molto controversa fin dall'inizio. Dal pezzo sembra di capire che la condanna sia basata esclusivamente sul racconto della madre della bambina presunta rapita. Pare ci siano anche vizi di forma, ma giudicherà, speriamo, la Cassazione. Io non ho elementi per confutare la sentenza.

Vorrei però soffermarmi sulla frase del valente magistrato napoletano. In effetti è vero, in Romania c'è la cultura del rapimento di neonati. Io a Bucarest ci sono stato, ed era tutto un viavai di gente con un neonato sottobraccio. Sono fatti così, appena vedono un neonato devono rapirlo, è più forte di loro. Se li prendono, se li scambiano, quando nascono manco li denunciano all'anagrafe perché tanto sanno che qualcun altro li rapirà. Anzi, negli ospedali le infermiere mischiano di proposito le targhette di riconoscimento, perché se alla puerpera porti il figlio suo invece di quello di un altro lei non si diverte mica. Anche dopo, quando una mamma esce con il passeggino, se nessuno tenta di rapirle il bambino ci rimane male: cos'ha sto pupo che non va? Ceausescu era così cattivo proprio perché da piccolo non era mai stato rapito. Ma è una cosa culturale. A noi ingenui buonisti europeisti de sinistra sembra impossibile che esista un'intera società fondata sul rapimento dei neonati, ma è così, accade a poche centinaia di chilometri da casa nostra, e bene ha fatto il sostituto procuratore generale della repubblica di Napoli ad avvertirci. Spero che ora indaghi su altre piaghe che sono sotto gli occhi di tutti, come il cannibalismo, i sacrifici umani e, naturalmente, le scie chimiche.

Vien da piangere, sì.


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Quello che ho imparato in undici mesi [May. 11th, 2009|02:23 pm]
Uno già deve dar fondo a tutte le sue energie per sopravvivere e farli sopravvivere, ci mancherebbe pure che pretendesse di educarli.
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L'Ordine [May. 6th, 2009|03:20 pm]
Eppure, ieri sera, davanti alla tv

davanti a Vespa che presidente, ricordiamo anche i momenti felici, ecco la telecamera a favore

davanti a De Bortoli che alzava la palla: non si va alle feste dove ci sono invitati vestiti in quel modo! (e quello che schiacciava: io mi mescolo alla gente comune, mica mi fa schifo, a me)

davanti a Sansonetti che faceva l’uomo di mondo che insomma le veline sono esseri umani anche loro, povere bestie

davanti a quel mastino di Napoletano (hahaha) che incalzava, tremendo: presidente, lei non mi ha risposto! si impegnerà in prima persona per l’Abruzzo o no?

e soprattutto davanti a quello che parlava parlava per ore, sparando qualsiasi cazzata, sulla moglie, sui mutui abruzzesi, sulla crisi, e nessuno che lo interrompesse nessuno che gli facesse una cazzo di domanda vera

davanti alla tv, dicevo, ci sarà stato un ragazzino che ha pensato che schifo io non sarò così io farò il giornalista cristo, IL GIORNALISTA!

Ecco, quel ragazzino, troviamolo e blocchiamolo finché siamo in tempo. Oppure spieghiamogli che, tanti anni fa, De Bortoli, Sansonetti, Napoletano devono aver avuto pensieri simili. Forse persino Vespa.
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Sceneggiata [May. 5th, 2009|12:59 pm]
Felicissima sera,
a tutte sti signure ’ncruvattate
a cchesta comitiva accussí allèra,
d’uommene scicche e ffemmene pittate!
...

Chi so’? Che ve ne ‘mporta
m’aggio purtat’a scorta
e so’ trasuto ccà...
Musica, musicante!
E auguri alla famiglia!
Stasera, ’mmiez'a st’uommene aligante,
abballa 'o presidente del consiglio!
Zzà zzà zzà!
...

‘A signora se ne more
vo’ o divorzio, è colpa d’a sinistra
ma i’ aggio girat’a circonvallazione
sule pe’ ffa' nu casting a 'na ministra...
...

Chi só?
Vuje me guardate?
Só ’o papi...i’ sóngo ’o papi...
e ’a pôzz frequentà...
Musica, musicante!
ecco la collanina
io te frequent’annanz’a tutte quante
Addenócchiate, e...
Zzà zzà zzà!
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niente, un colpo di genio così va diffuso ancora e ancora [Apr. 23rd, 2009|12:40 am]

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Protezione dei minori [Apr. 17th, 2009|03:06 pm]
Ma li potrò pubblicare in rete questi manifesti con cui Casini ha tappezzato la città? Con le facce dei figli esposte così, riconoscibili? Nel dubbio mi cautelo. Non vorrei che mi denunciassero per sfruttamento indebito dell'immagine di un minore. A me.


UPDATE: PaulTheWineGuy ha creato il generatore automatico di slogan dell'Udc:
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Daje night: la F.A.Q. [Apr. 16th, 2009|12:17 am]
Che è?
Una festa. La festa - o qualcosa che le somiglia - della Fondazione Daje.

Quando e dove?
Sabato, dalle nove e mezza in poi. A San Lorenzo, Roma, Italia. Il locale si chiama Simposio, via dei Latini 11, angolo via degli Ernici. Qui c'è la mappa google, ma la street view non è proprio precisaprecisa. Attento che ci sono due 11, l'altro è una saracinesca sempre abbassata, non ti arenare lì.

Ma che è la Fondazione Daje? 
Ammazza se sei pigro, non l'hai visto il sito? Vabbè, te lo ricopio qua: "La Fondazione Daje nasce da un video di Zoro e più che una vera fondazione è un gruppo di auto-aiuto politico in costante equilibrio tra cazzeggio e serietà. Perfetto per democratici afflitti dalla sindrome da PD moscio".

Ah, ma allora
c'è Zoro? Quello dei videi sul blog e in tv?
Eccerto, con materiali inediti fattiapposta. E poi ospiti ed esibizioni a sorpresa, musica con i resident dj della Fondazione e cazzeggio di alta qualità

Non è che poi mi ritrovo in una cosa politica pallosissima con il candidato che mi fa il comizietto? 
Maffigurati, tranquillo.

Ma si paga?

Ma no, solo la consumazione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Uhm, voglio iscrivermi su Facebook. Datemi un evento facebook a cui iscrivermi
Sei difficile, eh? Eccolo qua.

Un'ultima domanda. Chi è quel signore nel francobollo sulla locandina?
Ma come, non lo riconosci? E' Veltroni, Walter, to'o ricordi?

Ah sì, porello. Viene anche lui?
E chi lo sa. Se lo senti, pòrtacelo.

UPDATEMAPPA GOOGLE AGGIORNATA con tanto di (pochi) parcheggi grazie all'indefesso lavoro di Numero6.



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È uno dei film più prevedibili degli ultimi decenni, ma insomma se non volete spoiler non leggete [Apr. 8th, 2009|12:12 pm]
Se serviva un’ulteriore prova del fatto che sono vecchio, eccola qua. Vedendo Two lovers, l’unico momento in cui mi sono immedesimato nel protagonista è stato quando la stronzafragile del film - quella bella bionda e un po’ pazza, quella che si impasticca e sviene nei bar, quella che lo chiama fratellino dieci secondi dopo averlo conosciuto, quella che gli presenta il suo amante e poi lo sveglia alle sei di mattina per chiedergli se pensa che lascerà mai la moglie, quella per cui lui sarebbe pronto a scappare in capo al mondo abbandonando dall’oggi al domani l’equilibrio mentale faticosamente ritrovato in una vita noiosa ma tranquilla che contempla anche una fidanzata ufficiale bruna ma (siamo pur sempre in un film americano) parecchio gnocca pure lei, quella insomma che gliela fa annusare per tutto il film - finalmente gliela dà. L’ennesima e forse definitiva prova del fatto che sono vecchio è che, immedesimandomi nel protagonista, quando la stronzafragile finalmente gliel’ha data io ho pensato: opporcaputtana e mò? ma che davvero? oddio sono passati due minuti e questa già mi richiama, e che le dico? eccola che si affaccia alla finestra di fronte da dove fino a ieri la sbirciavo sospirando, eccola che mi guarda, eccola che addirittura si spoglia PER ME, ma che davvero è INNAMORATA? oddio, ma non è che mi piace un po’ meno di prima? non è che non mi piace più? non è che mi piaceva solo perché non me la dava? e adesso che faccio? dovrò proprio scappare in capo al mondo abbandonando dall’oggi al domani l’equilibrio mentale faticosamente ritrovato in una vita noiosa ma tranquilla? non si può tornare a quando soffrivo?

Ma forse è la prova del fatto che sono ancora un ragazzino, chissà.
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Sto blog rischia di diventare monotematico (e vietato ai minori, pure) [Apr. 3rd, 2009|12:18 am]
Mi dicono (io naturalmente di persona non ne so niente) che da qualche anno l'industria del porno abbia imposto ad attori e attrici la depilazione totale, e che molte donne e qualche uomo - soprattutto in America ma pare anche da queste parti - abbiano abbracciato con entusiasmo la moda.

Ecco, non è che io sia un fan del cespuglione, ci sono vie di mezzo, ma sta passione per il diserbamento alla Attila non la capisco. E la capisco ancora meno da quando cambio pannolini. Voglio dire, come fa chi ha un bambino, e a maggior ragione una bambina, a non associare la completa liscezza inguinale alla prima infanzia? Io capisco che la pornografia permette meritoriamente di sublimare le fantasie più sfrenate, e fare sesso con persone molto giovani lo è, ma qui non siamo piuttosto nel campo della pedofilia? O dell'incesto, addirittura? E anche non volendo fare i moralisti, o i freudiani, davanti a una vongoletta glabra o a un imberbe bastoncello non viene più naturale fare ghirighiri e preparare bagnetto e borotalco? Mah.
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