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Stica e meco, 2.0

La questione è antica e dibattuta, ma a quanto pare gli equivoci sono frequenti e c'è sempre bisogno di chiarimenti e puntualizzazioni. Bene ha fatto dunque Borgognoni a postare una lezioncina sul corretto uso delle locuzioni romanesche sticazzi e mecojoni.
Vero è infatti che le due espressioni sono spesso confuse e considerate sinonimi. Secondo l'ottima sintesi proposta, invece, la differenza è notevole:

Sticazzi = Chissenefrega, non me ne importa nulla.
Me cojoni = Nooo, mi prendi in giro!, Non ci credo! Incredibile!


Per fare l'esempio più banale che mi viene:
"Sai, Gino ha comprato una Duna decappottabile- "Esticazzi!!!" (indifferenza, dileggio)
"Sai, Gino si è appena fidanzato con Alessia Marcuzzi" - "Mecojoni!!!" (stupore, incredulità, un pizzico di ammirata invidia)

Fin qui va bene, se proprio un non romano ci tiene a esprimersi romanamente (cosa che comunque sconsiglio, a meno di essere lungoresidenti nella capitale), questa è la minima distinzione che deve saper fare.

Ma, come confermerà qualsiasi studioso della materia, la parola è cosa ambigua e sfuggente e polisemantica, entrano in ballo elementi come il contesto, il tono, il linguaggio corporeo, quindi le cose sono più complicate di così. Non si può negare che stica e meco, con tutte le loro varianti (stigrancazzi, mycoions, ecc. ecc.) possono spesso prendere sfumature diverse, fino a significare l'opposto di quel che grammaticalmente dovrebbero.

Lo stupore espresso dal mecojoni, infatti, è spesso volutamente esagerato, tanto da manifestare in realtà totale e abissale indifferenza; mentre l'indifferenza veicolata dallo sticazzi spesso maschera un interesse talmente profondo da diventare invidia, quello che i romani chiamano rosicamento. Quindi, per tornare agli esempi fatti sopra, non sono del tutto implausibili conversazioni di questo tipo:

"Sai, Gino ha comprato una Duna decappottabile" - "Mecojoni!!!" (e capirai, avesse comprato una Ferrari! Non ti rendi conto che l'informazione che mi dai è ridicola e del tutto irrilevante?)
"Sai, Gino si è fidanzato con Alessia Marcuzzi" - "Esticazzi!"  (ostentando indifferenza, tento pateticamente di nascondere che sto rosicando come un facocero).

Quindi non hanno poi tutti i torti quelli che confondono le due espressioni. Su questo secondo piano di lettura, è vero che un mecojoni può diventare uno sticazzi al quadrato, e viceversa. Conta molto, come si diceva, il contesto, il tono di voce, l'espressione del viso. Ma una regola generale forse c'è, e ha a che fare, credo, con il suono delle due locuzioni. Sticazzi è come una fucilata, prevale il suono sordo, sgradevole delle due zeta: chi lo pronuncia è sempre in qualche modo scostante, aggressivo. Mecojoni, invece, ha un suono strascicato, bonario, rotondo come le sue due o: chi lo usa è comunque ben predisposto verso l'interlocutore, magari solo per sfotterlo un po'. Per semplificare al massimo: sticazzi, in un modo o nell'altro, pone aggressivamente  fine alla conversazione, mecojoni può farla bonariamente proseguire. Sticazzi vuol dire: Basta, non voglio sentirne più parlare; Mecojoni sottintende: Vabbè racconta, sentiamo cos'altro hai da dire.

Per quanto, anche qui, non è sempre detto... (segue corso 3.0???)

P.s.: Commenti al post, versione 1.0
A Michè, esticazzi! (il tuo post mi lascia completamente indifferente)
A Michè, mecojoni! (bravo, bel post)

Versione 2.0:
A Michè, esticazzi! (questione interessantissima, ma porca puttana, questo post volevo farlo prima io)
A Michè, mecojoni! (complimenti, e hai dovuto studià tanto pe' scrive ste du'stronzate? Er prossimo post che fai, 'n'eseggesi commentata d'aa Società dei magnaccioni?)
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