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miic -qualunquismo alfabetizzato [entries|archive|friends|userinfo]

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Sto via un mese e mezzo e torno per parlare di Muccino: bell'amico [Feb. 8th, 2010|03:27 pm]
michele
Alla fine Baciami ancora potrebbe essere il Casablanca del cinema gggenerazzzionale italiano: nel senso che l'accumulo di luoghi comuni, di situazioni già viste - al cinema, nella fiction, soprattutto a Uomini e donne o C'è posta per te - è talmente smaccato e sovrabbondante, e realizzato con tanta indubbia maestria, da risultare non dico sublime (anche se la scena del giovaneartista che suona nudo il pianoforte lo sfiora) ma quanto meno rassicurante, e certo definitivo. Buono per i nostri nipoti, insomma: questo è un certo tipo di film che voleva rappresentare un certo tipo d'Italia negli anni duemila, visto questo visti tutti, passate oltre. Anche la caninità di certi attori aiuta: fossero tutti bravissimi non sapremmo più dove siamo.
Di buono o di diverso rispetto ad altri, più stucchevoli esponenti del genere - un nome: Ozpetek - è che Muccino non fa niente per rendere simpatici i suoi personaggi. Cioè, se ci pensi un attimo ti accorgi che in questo film sono tutti stronzi, non c'è una sola brava persona con cui vorresti identificarti. E il lieto fine? Mah, anche agli stronzi va bene, forse soprattutto a loro, ma poi chissà per quanto, dategli un po' di tempo e vedrete che stronzi come sono combineranno qualche altro casino. Di diverso rispetto agli altri c'è anche questo: è forse l'unico film italiano non natalizio che non dà per scontato che il suo spettatore medio sia un elettore di centrosinistra impiegato in qualche sorta di professione intellettuale. 

Se poi mi chiedete se valga il prezzo del biglietto, beh vabbè.
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Jeck Leppard [Dec. 22nd, 2009|03:47 pm]
michele
Il prevacanza, quei giorni di dicembre o di giugno quando non hai più niente da fare, niente che non possa essere rimandato a dopo; e vai a scuola con indolenza, per abitudine, tanto le interrogazioni sono finite e al massimo può capitarti la festa di Natale o la guerra coi gavettoni; e sta per scattare il momento che sogni da mesi, quei giorni di libertà piena e incontrollata, di possibilità illimitate, di futuro purissimo; e però in un angolo della tua mente sai già che il futuro non sarà così puro, le possibilità non così illimitate; che avrai a che fare con parenti pallosi, regali mediocri, tempo cattivo, amici crudeli, ragazze impossibili; e soprattutto che le vacanze finiranno troppo presto, e toccherà mettersi sul serio a lavorare, a studiare, a capire cosa fare nella vita; ma anche questi pensieri fai presto a rimandarli perché in fondo, tecnicamente, non sei ancora in vacanza, e quindi hai il diritto, e in un certo senso persino il dovere, di non fare nient’altro che aspettare.

C’è gente capace di vivere tutta la vita così.
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I divertimenti del 69 (titolo teaser) [Dec. 15th, 2009|12:54 pm]
michele
Ieri sera giro su RaiStoria. Stanno mandando un programma andato in onda quarant'anni fa, un ritratto di un greco che nemmeno ho capito molto bene chi fosse, credo un ministro esiliato dalla giunta dei Colonnelli. Sotto passa una scritta: "ascolti: 5.000.000". Cifre da grande fratello, da prima serata, per un documentario, naturalmente in bianco e nero, naturalmente pallosissimo, su una figura in fondo di secondo piano della politica e della cultura internazionale.

Prima osservazione, di getto: ah la tv di una volta. Certo, c'era il monopolio, c'erano solo due canali, però in mancanza di meglio cinque milioni di persone restavano davanti alla tv e imparavano qualcosa della politica e della cultura internazionale.

Seconda osservazione, dieci secondi dopo: ma questa tv educativa non doveva produrre una generazione un po' più interessata alla politica e alla cultura internazionale? Che poi trasmettesse almeno un po' di questo interesse a figli e nipoti? E allora com'è che appena hanno potuto hanno girato tutti sui canali che gli davano tette e culi?
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Canzone di natale [Dec. 14th, 2009|12:10 pm]
michele
Come ormai tutti sanno, secondo un'antica profezia maya il mondo finirà nel dicembre del 2012. Pochi invece conoscono le modalità della catastrofe. Si calcola infatti che per quella data il mai troppo lodato e ringraziato dott. comm. Sir Squonk avrà invitato l'intera umanità a partecipare al Post sotto l'albero, la raccolta a tema natalizio che è da anni l'appuntamento più commovente della blogosfera tutta. Per rispettare la ferrea scadenza fissata per l'invio del post, tutti i popoli della Terra sospenderanno le loro normali attività; i campi giaceranno incolti, gli armenti scapperanno dalle stalle, i bimbi piangeranno nella culla, le truppe si fermeranno a metà dell'assalto e i siti nucleari resteranno incustoditi. Le linee di comunicazione saranno intasate dall'incessante fluire del Psla dai quattro angoli del globo. Finché, schiacciando il tasto per la creazione di un PDF di sette miliardi di pagine, il Sir scatenerà l'esplosione.

In attesa di questa fine tutto sommato gloriosa per la nostra specie, il Post sotto l'albero 2009 è di dimensioni contenute: 108 contributi, 164 pagine, 6,6 mega di pdf. Lo si può scaricare qui. È roba buona, ne vale la pena. In mezzo c'è anche una paginetta mia, che metto qui di seguito - con una minuscola modifica che mi è venuta solo adesso. E approfitto per fare gli auguri di Natale, ché con l'aria di fiacca che tira su questo lj chissà quando ci si rivede. Baci.


AntivigiliaCollapse )
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Dichiarazione di voto [Oct. 24th, 2009|10:04 pm]
michele
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Noi, reprise [Oct. 23rd, 2009|11:37 am]
michele
Ah, un'ultima cosa che ieri ho dimenticato, ma che forse è la più importante. Poi di lui non parlo più fino a quando non vincerà l'Oscar.

Veltroni siamo noi perché si vede che è uno che non ha avuto voglia di studiare (come, mi ricordano, qualcuno ha già detto molto prima di me). Da lui non abbiamo mai sentito un'analisi complessa delle dinamiche sociali, un discorso puntuale sulla politica economica. O se l'abbiamo sentito, non ce ne ricordiamo, non è quello che volevamo sentire da lui.

Ma perché noi invece? A farsi le pippe sul Capitale e il Che fare, a prevedere l'infallibile imminenza della rivoluzione mondiale ci avevano pensato quelli degli anni settanta, con risultati catastrofici, o criminali, o plumbei come quelli del vecchio Pci. Noi arrivati dopo - parlo sempre della mia generazione - non ciavevamo proprio voglia, né motivo. E abbiamo trovato lui, che aveva già capito tutto. Che era andato al cinema, che aveva ascoltato jazz, che aveva visto la televisione. E ci diceva che sì, per essere di sinistra non dovevi solo - non dovevi più - lottare per la liberazione mondiale delle masse lavoratrici. Si poteva anche andare al cinema, ascoltare musica, guardare la tv. E il fallimento del comunismo non era il nostro, noi eravamo già fuori, già oltre, già dalle parti di Kennedy e di Martin Luther King. Un modello di società, una prospettiva politica? Poi vediamo, intanto convinciamoci che siamo i buoni, i colti, i sensibili. Era una risposta insufficiente, forse menzognera, certo sbagliata, come s'è visto e si sta vedendo. Ma di risposte, ripeto, non ce ne sono state molte altre. Se qualcuno gli è andato dietro non sarà mica tutta colpa sua.
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Noi [Oct. 22nd, 2009|02:23 pm]
michele
I Kennedy, Martin Luther King, Gandhi.
Gli anni sessanta, il movimento per i diritti civili, le marce per la pace.
La memoria di Auschwitz.
Gorbaciov, Clinton, Al Gore, Obama.
L'Africa, il volontariato, un po' di terzomondismo.
La cultura, la comunicazione, un po' di internet.
Il grande cinema americano, il grande cinema italiano, Sordi, Fellini, Mastroianni.
Il jazz, i Beatles, i cantautori.
Il calcio, Italia-Germania 4 a 3, Paolorossi, le figurine.
Il giovane Holden, il Piccolo Principe.
Berlinguer. Pasolini.

Chi vi ricorda quest'elenco? Bravi, proprio lui, Uòlter Ueltroni.
Vi viene da sbuffare o da sorridere amaro a pensarci? Beh, anche a me.
Poi magari avete saputo che Veltroni potrebbe dirigere un film e vi siete messi a sghignazzare all'idea che finirà per metterci dentro tutta sta roba? E come no.

E però, andate un attimo a rileggervelo, quell'elenco. Checciavetedadì? Cioè, a qualcuno può non piacere il jazz, a me per esempio il Piccolo Principe sta sulle palle senza averlo mai letto, ma in coscienza, conoscete un italiano cresciuto tra gli ottanta e i primi novanta e genericamente di sinistra che possa dire di non riconoscersi in gran parte di quella roba là? Che non l'abbia nel suo immaginario? Di più, che almeno una volta non abbia pensato che con quell'immaginario si potesse anche fare politica, che un paese che si riconoscesse di più in quei punti di riferimento sarebbe stato migliore, più civile, più vivibile di quello che ci ritrovavamo?

Ecco, Veltroni in questa idea, anzi in questa ideologia, ci ha creduto, o ha mostrato di crederci, che in politica è uguale. Ha contribuito a costruirla - assieme a un sistema di potere bello solido, naturalmente; l'ha sfruttata, ma soprattutto l'ha incarnata. E guardate che non è che la sinistra italiana negli ultimi vent'anni ne abbia prodotti molti altri, di immaginari, di culture, di ideologie. Abbiamo ammirato D'Alema, abbiamo votato Prodi, ma siamo stati Veltroni. Nessuno si senta offeso.

Poi abbiamo scoperto che quella roba non bastava a fare politica. Non bastava a vincere le elezioni, né a far fuori Berlusconi, né a cambiare i palinsesti televisivi. Nemmeno a riempire le buche sulle strade di Roma, forse. Ora quell'elenco ci sembra un'accozzaglia di luoghi comuni vuoti e un po' ridicoli. Che Guevara e madre Teresa. Cani randagi, cammelli e re magi.

Uòlter no, Uòlter sembra non essersene accorto. Neanche di aver perso, sembra essersi accorto. Peggio, nun ce vo' sta', è rancoroso, lui che ha sempre grondato mitezza da tutti i canini. È il capro espiatorio ideale, lo zimbello perfetto. Per carità, se li merita tutti gli sghignazzi. Ce li meritiamo.

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Hate over the phone [Oct. 20th, 2009|12:46 pm]
michele
Molto è stato detto dell'sms come strumento di corteggiamento, della sua discrezione, del ritrovato piacere della lettura e della scrittura, ecc. Pochi invece, mi pare, hanno fatto notare com'è bello litigare via messaggino. I vantaggi sono evidenti: non ti guardi in faccia, non sovrapponi le voci urlando, hai tutto il tempo di cesellare l'offesa in modo che faccia più male. Puoi troncare in qualsiasi momento, e però non corri il rischio dell'esprit de l'escalier: se ti viene una risposta migliore nulla ti vieta di riaccendere il telefono e ripartire anche dopo un'oretta. 

Servono però due litiganti lucidi, capaci di concentrarsi sullo scazzo mentre stanno facendo altro e di restare abbastanza freddi da non cadere nella tentazione di chiamare e mandare tutto in vacca - o peggio, rappacificarsi. Per questo i litigi che vengono meglio via sms sono quelli basati su rancori vecchi, ormai sedimentati: non hai più niente da perdere, il copione è segnato e si tratta solo di elaborare eleganti variazioni sul tema. E contemporaneamente puoi cogliere l'occasione per sfogare rabbie più fresche e urgenti.

Ieri una mia nemica - no, non un'ex, una che ha esteso a me, per proprietà transitiva, l'odio che prova per persone a me vicine; una, soprattutto, affetta da un notevole disagio mentale che non l'ha del tutto privata di arguzia - mi ha mandato uno dei suoi periodici messaggini di tentato riavvicinamento. E però non ce la fa, dopo la prima risposta sbrocca subito e comincia a rivangare. Ne è nato un crescendo di insulti messagginici che è durato tutta la sera, con una gustosa reprise mattutina, parecchi virtuosismi e qualche vaffanculo (parola colpevolmente sconosciuta al T9).

Non nascondo di aver salvato nell'archivio qualcuno dei miei messaggi meglio riusciti. Secondo me si è divertita anche lei. Quasi quasi le mando un sms.
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meta tu e metini i tuoi bambini [Oct. 8th, 2009|11:21 pm]
michele
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Va bene, fai una buona pizza. Sopravvalutata, ma buona.
Va bene, hai avuto un premio dal Gambero Rosso.
E pazienza se hai deciso che sulla margherita ci va la mozzarella fredda.
E pazienza se quella margherita la metti a dodici euro.
E pazienza se le altre pizze (dai sedici euro in su) le guarnisci con lardi di colonnata e capesante di Sarcazzo e tutt'un'altra sfilza di presidi gastronomici la cui piacevolezza per il palato viene spesso controbilanciato dall'orchite provocata dalle tue luuunghe descrizioni.
Ma perché hai deciso di chiamare metapizzeria il tuo locale? E perché agli incauti che te lo chiedono rispondi che per te la pizza è un'esperienza spirituale, quasi metafisica, tacci tua e di chi non te lo dice?

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It's important to feel guilty. I'm guilty all the time and I never did anything [Oct. 6th, 2009|09:12 pm]
michele
Stasera alla radio, nella rubrica di uno che non ho ancora capito se è un tuttologo o un nientologo, si parlava della nota massima "meglio rimorsi che rimpianti". Ecco, ogni volta che sento ripetere questo mantra dell'amoralismo all'amatriciana - insieme a "il senso di colpa è un residuo dell'educazione cattolica", quest'altro caposaldo del niccianesimo de noantri - a me viene da pensare a Hitler*. Che poverino, metti non avesse superato i deleteri sensi di colpa, rischiava di morire col rimpianto di non averci nemmeno provato, a sterminare gli ebrei.


* e sì, è una reductio, lo so da me


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